Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

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Mi chiamo Pier Giorgio Parini sono romagnolo, nato a San Mauro Pascoli in provincia di Forli- Cesena il 12 Marzo del I977. Provengo da una famiglia di agricoltori, mio padre, mia madre e mio fratello si occupano attualmente dell’azienda agricola in qualità di coltivatori diretti, prevalentemente frutta e verdura. Ho anche una sorella maggiore che svolge la professione di geometra. Ho frequentato l’istituto alberghiero a Riccione, dove nel 1996 ho conseguito il diploma di cuoco. Durante il periodo degli studi dall’età di 14 anni fino ai 18 anni, periodo interrotto solo dal servizio militare, ho intrapreso diverse esperienze lavorative in alberghi della costa Romagnola  dove ho acquisito una prima concreta ed assai  pragmatica dimensione di ciò che rappresenta questa professione. Nel 1996 la prima esperienza in un ristorante “Le giare “ a Longiano, seguita da una seconda più importante e più lunga, dal 2000 al 2004 come secondo dello chef Fabio Rossi all’Acero Rosso di Rimini. In questo periodo, molto importante per la mia formazione ho avuto modo di misurarmi con uno stile di lavoro di buon livello, che mi ha permesso di cimentarmi nella conoscenza  e nella lavorazione di materie prime diverse  suscitando in me la curiosità e lo stimolo ad aprire sempre più i miei orizzonti cognitivi nell’ambito di ciò che la cucina moderna può esprimere ad ogni latitudine. Ho così deciso di inviare un mio curriculum al ristorante Le Calandre, per la stima e l’ammirazione che nutro nei confronti di Massimiliano  e Raffaele Alajmo e da qui è nata la mia avventura al loro fianco per circa 1 anno e mezzo fino a gennaio del 2006. Nella brigata di Massimiliano, pur avendo un compito specifico in pasticceria, ho avuto modo di vedere all’opera tecnica, inventiva, grande conoscenza di ingredienti e materie prime le più nobili e pregiate e le più strane e particolari, ho visto l’organizzazione di una grande cucina e interagito con un gruppo di lavoro molto “tonico”, aperto e curioso di ciò che si muove attorno ai prodotti e alla loro filiera, ho percepito la dimensione di un grande ristorante e ho cercato di  far mia la tensione creativa  per riuscire ad esprimere la mia personale idea di ciò che voglio ricercare o ricreare con un piatto.
 
Al mio curriculum formativo avevano precedentemente dato apporto anche alcuni stage. il primo nel forno di mio zio, a Meldola; un secondo alla Fugar di Rimini, ed un terzo in Francia all’ecole du Grand Chocolat Valrhona.
 
Dal Febbraio del 2006 dirigo la cucina dell’Osteria del Povero Diavolo di Torriana. In questa mia permanenza ho avuto modo di mettere in pratica alcune idee maturate nel corso delle esperienze precedenti, misurandomi naturalmente con le altre anime del locale Fausto e Stefania che da anni lo conducono per l’aspetto gestionale, iniziando gradualmente a delineare un’identità della cucina che non insegue  clichè  ma  cerca di essere “qui “ e “ora” un invito ad essere vissuta come piacere, divertimento e perché no anche sorpresa.
 
Oggi faccio il cuoco e devo dire che uno dei miei svaghi maggiori nel tempo libero è andare alla ricerca di piccoli produttori, di artigiani, contadini, allevatori, persone comunque legate al mondo della produzione agricola e alimentare in senso lato, che mantengono nell’approccio al loro lavoro uno stile di ricerca della qualità o di tutela di vecchie tradizioni e culture. Ho una predilezione per lo studio delle erbe, delle loro proprietà ed uso nella cucina. IL 2010 è stato un anno di grandi soddisfazioni e riconoscimenti, il Wall Street Journal mi ha annoverato fra i 10 migliori giovani cuochi europei e poi premio miglior giovane cuoco per la Guida Espresso, premio innovazione per la Guida Gambero Rosso, stella Michelin al Povero Diavolo dall’ l’edizione 2011. Nel 2012 la Guida del Gambero Rosso ha assegnato al Povero Diavolo le tre forchette e l’anno successivo 2013 la Guida L’espresso ci ha aggiudicato il pranzo dell’anno. Un riconoscimento a cui tengo particolarmente mi è stato assegnato dal sindaco del paese in cui sono nato San Mauro Pascoli nel 2012  centenario della morte dell’omonimo poeta. E’ la Torre d’oro attestato che intende incoraggiare e valorizzare i cittadini che hanno saputo emergere nel campo delle arti o delle professioni. Sono contento e soddisfatto dei risultati raggiunti e  spero sempre di migliorare senza smarrire la tensione e la passione che hanno animato il mio lavoro in questi anni       


Pier Giorgio Parini

 

 

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