Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Botta Mario - Campari, arte e passione

 

Campari, arte e passione


Testo di Paola De Simone
Foto courtesy Campari

Era il 1860 quando lo sconosciuto liquorista, Gaspare Campari, sperimentò la formula dell’ aperitivo che presto divenne la star dei bar italiani e internazionali. Un successo, quello dello storico brand, segnato da passione e strategie comunicative nel segno dell’arte.
A 150 anni della sua nascita il gruppo ritrova la propria sede storica a Sesto San Giovanni, la città vicino Milano che ha ospitato per più di un secolo i luoghi di produzione della celebre bevanda. Oggetto oggi di una importante trasformazione (realizzata da Moretti Contract e disegnata da Mario Botta e Giancarlo Marzorati), l’edificio storico ospita anche un Art Gallery, anch’essa disegnata da Mario Botta, per mostre ed eventi culturali. Oltre 800 metri quadri di spazio espositivo nel quale si sviluppa un percorso di comunicazione e interazione tra arte e pubblicità, caratteristico del marchio Campari dalle origini fino ai giorni nostri. Campari, infatti, intraprende il suo cammino di mecenate dell’arte già nei primi anni di vita, grazie alla gestione illuminata di Davide Campari, imprenditore consapevole delle potenzialità dei registri narrativi artistici. Inizia così, a fine Ottocento, questo connubio indissolubile. Tra le prime illustri collaborazioni si annoverano quelle con Leonetto Cappiello, con il cartellonista triestino Marcello Dudovich e con Mauzan. Ma il primo grande legame artistico è quello con il Futurismo, massima espressione dell’avanguardia dell’epoca. Campari trova negli anni ‘30 in Fortunato Depero il collaboratore per eccellenza: ideatore della celebre bottiglietta “Campari Soda” nel 1932 e di manifesti oggi esposti nella personale a lui dedicata, “Depero con Campari”. La galleria ospita il patrimonio artistico frutto di altre grandi collaborazioni con artisti quali Sinopico, Marcello Nizzoli, Ugo Nespolo e quelle degli anni ‘60 con Leonardo Stroppa e Guido Crepax, che imprimono una svolta grafica significativa nella comunicazione del marchio. Tra i grandi fautori del mutamento anche Munari, con la sua opera “Manifesto Campari”, realizzata nel 1964 quando l’azienda commissionò all’artista un cartello pubblicitario per l’inaugurazione della metropolitana di Milano, e oggi esposta al MOMA di New York. La vocazione di Campari come mecenate dell’arte non si esaurisce e anzi trova nuova linfa dalla contemporaneità. Recente è la realizzazione delle Campari Art Label, ideate in occasione del 150esimo anniversario, da tre artisti di fama internazionale: Thobias Rebergher, che ha interpretato la bevanda attraverso un disegn digitale come una pozione magica; il collettivo Avaf che disegna in etichetta un’immagine femminile forte e indipendente; e Vanessa Beecroft, che con i suoi acquarelli da forma a una figura femminile eterea. Tra le nuove etichette anche la Magnum Special Edition di Ugo Nespolo, nella quale sono rappresentati due dei simboli meneghini più famosi al mondo: il Duomo e l’aperitivo. La bottiglia è stata creata per la Vogue Fashion Night Out 2010, la notte bianca della moda milanese. Ad arricchire le novità artistiche il progetto “Art Passion”, già mostra multisensoriale nella Galleria Campari, che patrocina un’esplorazione artistica in luoghi e città che rappresentano centri nevralgici dell’avanguardia artistica. Il visitatore è chiamato a fare l’esperienza di un viaggio nella “passione” vista con gli occhi di 73 artisti del Medio Oriente, nelle città di Beirut, Istanbul e Tel Aviv Jaffa, luoghi ricchi di fermento creativo.
Campari ha anche inaugurato un premio prestigioso, il Campari Red Passion Prize, istituito proprio per i suoi 150 anni e assegnato in questa prima edizione all’architetto e designer Massimiliano Fuksas durante l’evento Vogue nella corte di palazzo Bagatti Valsecchi da Franca Sozzani, Letizia Moratti e Lapo Elkann. Il Red Passion Prize è un’opera in vetro soffiato dai maestri vetrai di Venini, azienda storica nella lavorazione artistica del cristallo. Un oggetto, ideato da Marco Milan, che fonde il rosso di Campari alle trasparenze lavorate del vetro di Murano; magica alchimia tra fuoco, materia e soffio da un lato e il liquido rosso dell’anima Campari dall’altro.

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